IL BIANCO, IL NERO E IL JAZZ

«Guardai il mio orologio da polso, segnava le 00.35,

ciò significava che erano le 00.36.

Ero sempre stata un minuto indietro rispetto agli altri,

la mia vita non era mai al passo con la loro […].

Ma non mi andava di impostare l’ora diversamente,

non mi andava di imbrogliare e cambiare l’ora,

aggiungere un minuto così che il mio orologio

si potesse sentire al passo con quello degli altri.

A me stava bene così, perché credevo fosse giusto

che io trascorressi la mia vita un minuto indietro rispetto a loro.

Credevo di aver bisogno di guadagnarmelo, quel minuto in più,

e non pensavo di essere pronta a ottenerlo».

Vita e morte di una band di giovani scapestrati, The Pleasure. I sacrifici per la costituzione del gruppo e una passione condivisa e da condividere, fino all’agognato debutto in città. Il pubblico sembra apprezzare, le speranze farsi più chiare all’orizzonte, eppure qualcosa non va per il verso giusto. Quando l’amore si mette di mezzo, ogni altra aspirazione, illusione o sogno non può che farsi da parte. Un appartamento a scandire le tappe del sempre tormentato passaggio dall’adolescenza all’età adulta, un mondo popolato di allegri e bizzarri personaggi, situazioni al limite del surreale e una lievissima vena malinconica e romantica a nascondersi dietro la dura maschera dell’indie rock.

Piatto Farro

C’è Say, giovanissima voce del gruppo, e c’è Jacques, bassista francese e bohémienne; e poi Deb e il suo eterno fidanzato, atterrito all’idea del matrimonio, ed Elli, chitarrista della band, eccentrica e fuori dagli schemi, figlia di un hippy fuori tempo. Ci sono gli immancabili muffin a riempire ansie e dolori, ci sono i vestiti sgargianti, le stelle osservate dal terrazzo, il tè verde bevuto in cucina, tra cuscini e candele; c’è il bianco e nero di una dolce vita in musica, sotto il segno delle note di Miles Davis o dei Beatles, a scandire anni e respiri. Una dolce apologia dell’amore, in cui paure, errori, abbagli, ritmi e tempi sfuggono alla partitura scritta e al dominio delle regole universali. Un sorprendente esordio letterario.

Alessandra Farro è nata a Napoli nel 1991. Studia Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Ha da sempre avuto un debole per la letteratura, il caffè, le vecchie pellicole in bianco e nero e il jazz. Questo è il suo primo romanzo.